Fuggitivo e non fuggiasco perchè il secondo rima con Vasco, e il “ghibellìn fuggiasco” mi ha sempre fatto ridere.
E poi perchè Harrison Ford e ciao.
A volte scappo anch’io.
E mi sento molto più onesta così, punto.
Non so biasimare chi scappa, quando non è il capitano di una nave.
Fuga dei cervelli, fuga di gas, ma va’ in fuga, l’arte della fuga, galline in fuga.
Che ragionamento è “prima o poi resterai da sola”?
Oppure “se cancelli le persone dalla tua vita, finirai cancellata pure tu” – con la faccia spiritata e il dito alzato – ?
Se la proprietà commutativa non è un’opinione questo dovrebbe essere l’ultimo dei problemi.
E poi sono stufa marcia dell’ infelicità.
L’infelicità vera la fai e basta. Ci sguazzi dentro, te la spalmi sul pan carrè e ti fa pure compagnia.
Il resto è vuoto, vuoto cosmico e una manciata di merda.
I soldi fanno che hai tempo di pensarci, a queste stronzate.
L’infelicità è una cosa da proprietari terrieri.
Io ho un pesce, qualche libro e una piantina di prezzemolo.
Andasse proprio male mi resterebbe addirittura il condimento.

[...] che un elogio della fuga l’avevo fatto appena pochi post fa. Penso a quando sono scappata io, e, di solito, [...]