O. di un clown, ma col lieto fine

Dove O non sta per Opinioni, nè per Otello, bensì per Onanismo.

Ma quello non è sempre a lieto fine?  Parli del libro?  Bello il nuovo taglio.  Ah.  No ma continua.

Ieri Trento è improvvisamente diventata T r e n t o, è sceso il freddo e io sono finita da Golden Point a comprarmi un paio di parigine blu.

Mentre sono in coda comincio a rovistare nella borsa E NO questo in realtà doveva servirmi a dare coerenza narrativa alla questione, che però di coerente ha gran poco, e sta diventando già più lunga di quello che dovrebbe essere e nel tempo di leggere questo paragrafo sta cosa era già successa almeno sette otto nove troppe volte tanto che ora non me la ricordo più.

[Un clown si è avvicinato alla vetrina, si è sbottonato il panciotto e ha iniziato a menarselo sotto il costume. Le soluzioni sono molteplici:       (lunghi viaggi in treno, sì)

1. A Trento c'è come al solito una legge speciale che regola gli atti osceni in luogo pubblico commessi dai clown e menarselo sotto il costume è prassi consolidata.

2. Sono una persona orribile e lui stava solo shakerando i fermenti lattici nel flaconcino. Sotto il costume. All'altezza del pacco. Sì.

3. Andrà come per il terremoto di una settimana fa, quello che ho sentito solo io. Tra una settimana attenti a cosa succede dietro alle vostre finestre. Io vi ho avvisati.

Per fortuna Golden point ha degli articoli ipnotici e tutto ciò che accade fuori dalle sue vetrine diventa invisibile ai suoi clienti. O forse in Trentino vige un'omertà che Cosa Nostra è la bocciofila.]

P.s. ”Opinioni di un clown”: leggi le opinioni e compara i prezzi. (E sì, anche stavolta true story).

P.p.s. L’influenza sta passando, e va bene. E non sono solo chiacchiere da ascensore.

Quando non sono in giro a guardare i clown che si spippano ho una vita molto felice, in cui ci sono tante persone belle e una delle più bellebellissime è stata mia nonna.

Quando le amputarono la gamba, almeno quindici anni fa, andammo a Napoli a trovarla.

Non sono brava in queste cose. Non lo sono ora e non lo ero di sicuro quindici anni fa, quindi bofonchiai una cosa come

“Ehi, nonna. Come stai?”

E sotto la coperta che si teneva sulla coscia mutilata, esattamente come so che farebbe anche ora, con quello stesso identico sorriso che mi mastica dentro ogni volta che mi sveglio dopo averla sognata, lei mi rispose:

“Eh, nennè. Pe’ furtuna ca ce sta ‘a salute”

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