*RANCORE ALERT: tutta l’immensa troiata che sto per produrre è solo cacca di piccione. E ve lo dice una che ha capito al massimo una settimana fa che i passeri non sono i piccoli dei piccioni. C’è un enorme filtro rosso tra me e le mie parole, non credete a niente.
Fate come me, tenetevi tutto dentro.
Poi iniziate a farvi sentire sempre meno, sempre meno. Che la vostra mancanza la sente al massimo l’operatore telefonico.
Perché ah, la strage, AH, il terremoto, ah, meh, ghgh OH cesùcesù. Ma col tuo pensiero più nobile ci fanno il materiale spugnoso dei Pampers.
Poi succede che AH LA NOIA oddio no, ecco, la noia.
Ecco il vetro opacizzato dei cessi, ecco qui, si stanno annoiando! I fottuti insetti bianchicci si annoiano mortalmente. E adesso? Adesso cercano brillantezza nella quantità.
Con disgusto infilano le loro zampine rattrappite dalla noia in questo augusto vaso di merda che è il tuo cervello. Toh! Un pensiero colorato. Toh! Un brillantino spento. Un avanzo di semplicità. Un’ombra felice. Buon appetito.
Tenetevi tutto dentro, costruite staccionate immense per proteggere un grammo di fango felice.
Ho iniziato ad avere paura di chiunque non sappia godersi la propria ineluttabile mediocrità.
A credere nella disperazione, ma mai, mai, mai più nella tristezza.
Tutto questo è disturbante, nella misura in cui non è necessario.
Non lasciatevi regalare nemmeno la carta, è tutto un imbroglio.
“Di che ti sei fatta stamattina Raffa?”
“Di uova al tegamino, ma non erano le mie.”








